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VINALBO – “Guardo l’impossibile, vedo l’improbabile e sogno l’incredibile”, questo era il suo motto, cari lettori. Diego Castagnolo, 45 anni, disoccupato e papà di tre bellissimi figli, due femmine e un maschio, in un’esibizione di forza virile dinnanzi agli adorati pargoli aveva lanciato un “boomerang”, durante la propria festa di compleanno all’interno del parco Caduti di Nassyria della cittadina di Vinalbo.

Ma lo strumento aborigeno, noto per compiere una traiettoria ellittica e ricomparire nella mano di chi l’ha lanciato, invece di tornare indietro era misteriosamente sparito all’orizzonte, lasciando tutti i presenti perplessi, delusi e sbigottiti. Un anno dopo, trovandosi il Castagnolo di nuovo nel parco Caduti di Nassyria con la propria famiglia, sempre per celebrare il proprio genetliaco, nel’esatto istante in cui stava per spegnere le candeline, si è visto improvvisamente arrivare il boomerang addosso.

L’infernale attrezzo forestiero ha mozzato di netto la testa dell’uomo, che è poi rotolata sul prato con grande divertimento dei più piccoli. La moglie del Castagnolo, la signora Silvia di anni 41, in quel momento stava scattando una fotografia che i carabinieri accorsi sul posto hanno definito “una delle più sconvolgenti fotografie di compleanno mai viste”. L’evento straordinario ha naturalmente sconvolto la piccola comunità di Vinalbo e in particolare la sezione locale del C.I.S.A, che al momento sta indagando sull’accaduto. Com‘è potuto succedere?

La moglie Silvia racconta che il Castagnolo era rimasto molto “colpito” dall’evento dell’anno prima: “Il boomerang sarebbe dovuto tornare indietro, e invece, forse complice una folata di vento, era sparito completamente ai nostri occhi”.

Ma l’infernale arnese ligneo, sebbene scomparso all’orizzonte, aveva iniziato a fare la sua comparsa nel mondo onirico del Castagnolo, quasi a preconizzare ciò che sarebbe realmente accaduto più avanti. “Da quel momento Diego era tormentato”, continua la moglie Silvia, “mi aveva confessato di aver sognato il boomerang arrivare dalla finestra della camera da letto per colpirlo nel sonno. Si svegliava urlando, tutto sudato. Era terrorizzato da quel coso maledetto”.

Il Castagnolo era un uomo semplice e di buon cuore, un uomo probo e amato da tutti; un giovane sognatore ed entusiasta, generoso e pieno di passioni. Una su tutte, quella del collezionismo: collezionava biglietti “gratta e vinci”.

Una passione divorante che l’aveva portato addirittura a indebitarsi, a vendere la propria automobile e a ipotecare la casa dei genitori pur di comprare il maggior numero possibile di biglietti, nella speranza di trovare uno dei pezzi considerati più rari dai collezionisti: quello con il premio più alto, che purtroppo non ha mai trovato. E proprio lui, così fiducioso nell’improbabile, alla fine ha dimostrato a tutti che anche gli eventi apparentemente incredibili come questo sono in realtà possibili. Le probabilità di essere colpito dallo stesso boomerang lanciato un anno prima sono senza dubbio più basse di quelle di trovare il “gratta e vinci” vincente; eppure, fortunato nella sfortuna, questo è quanto è accaduto al Castagnolo!

“Considerando la rotazione terrestre e le correnti nell’alta troposfera, dove probabilmente il Castagnolo aveva scagliato il boomerang, è ragionevolmente ipotizzabile che il suddetto strumento abbia compiuto per un anno il giro del globo per poi tornare esattamente nel punto in cui era stato lanciato” così ci spiega Vittorio Distanti, professore di chimica presso la scuola media locale “Achille Starace”, che attualmente indaga al caso assieme a una nostra vecchia e cara conoscenza, il tecnico di computer Egidio Vanzari, esperto del C.I.S.A. di Vimodrone, già presidente del Circolo Ufologico San Lorenzo.

Vi terremo aggiornati, cari lettori, sulle eventuali novità relative a questa storia improbabile, incredibile, ma, ahinoi, non impossibile, come il povero Diego Castagnolo ha suo malgrado dimostrato a tutti noi.

   30 maggio 2020