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DOVE ANDREMO A FINIRE? UN CAPITANO DELL’OTTAVO REGGIMENTO “MERCURIO” ATTRAVERSA UN ARCOBALENO E DIVENTA UN INVERTITO. MA GLI SCIENZIATI HANNO UNA POSSIBILE SPIEGAZIONE

TRUCCAZZANO. Alcune storie sono assurde e difficili da comprendere, eppure accadono e ce ne facciamo sempre una ragione, in qualche modo. Poi c‘è la storia di Riccardo Moroni, paracadutista e militare d‘élite dell’Esercito Italiano. Spiegare che cosa è accaduto a questo giovane militare nel fiore degli anni, del vigore fisico e della carriera sembra impossibile, ma di fatto pare ormai chiaro che l’Italia ha perso uno dei suoi militari migliori. Tuttavia Riccardo Moroni non è morto, o almeno così sembra. Ma andiamo con ordine.

Circa quattro mesi fa il capitano Riccardo Moroni, dell’ 8° Reggimento d’Assalto paracadutisti “Mercurio”, si trovava insieme ai suoi compagni per svolgere un’esercitazione in zona Monte Bignotto, vicino al confine Svizzero. L’esercitazione prevedeva l’effettuazione di un salto dall’elicottero in condizioni meteorologiche sfavorevoli, infatti, raccontano i compagni, stava diluviando da tutto il giorno e in cielo vi erano molte nubi scure e minacciose.

«Improvvisamente però», racconta P.G., sottotenente della “Mercurio”, «il vento ha portato via le nuvole e in cielo è apparso un grande arcobaleno. Proprio in quel momento Riccardo stava saltando e a noi, che eravamo già in volo, è sembrato che ci passasse proprio sotto, o in mezzo. È stato spettacolare.

«Ma quando siamo scesi a terra», continua P.G., «Moroni era cambiato. Ce ne siamo accorti subito. Si è tolto di dosso il paracadute e aveva un’aria strana, sembrava confuso. Ha bofonchiato qualcosa che non abbiamo capito, sembrava stupito di trovarsi lì. Poi ha alzato lo sguardo su di me e si è improvvisamente illuminato. Mi ha fatto un sorriso e – me lo ricorderò finché campo – mentre mi si avvicinava mi ha detto: “Ehi bel maschione vestito da soldatino!”. Poi mi ha stampato un bacio in bocca. Io ero sconvolto, non sono stato capace di reagire. Ho moglie e due figli piccoli ed era la prima volta che venivo baciato da un uomo. Dal mio superiore poi! È stato terribile. Gli abbiamo chiesto subito che cosa avesse, se avesse battuto la testa o se gli fosse capitato qualcosa prima del lancio e l’unica risposta che ha saputo darci (anche questo non lo scorderò mai) è stata: “Io sono una drag queen, fino a pochi minuti fa mi stavo esibendo al Patchiouli, non so che cosa ci faccio qui e non ho idea di chi siate”. Gli abbiamo chiesto se ricordasse il suo nome e ci ha detto che si chiamava Victoria. Poi ha precisato che, sì, all’anagrafe si chiamava Riccardo Moroni, ma che ormai nessuno lo chiamava più così.

«A quel punto A.S. (altro sottufficiale della “Mercurio” NdR) si è ricordato dell’arcobaleno e ha suggerito che avesse potuto causare a Moroni qualche strano tipo di amnesia o confusione mentale. Comunque poco dopo abbiamo chiamato un’ambulanza perché non ci sembrava il caso che Moroni guidasse fino a casa in quello stato.»

E qui si chiude la sconvolgente testimonianza dei compagni di Moroni.
Successivamente Moroni è rimasto ricoverato in ospedale per venti giorni ed è stato visitato da molti medici e psichiatri, i quali non hanno però potuto rilasciare dichiarazioni per motivi di riservatezza.
Sappiamo però che la moglie di Moroni, Adele S., ha chiesto il divorzio.
«Abbiamo un figlio piccolo», ha dichiarato, «e non voglio che cresca in mezzo a questo schifo.»
Sicuramente non ce la sentiamo di condannare la reazione della moglie. Chi non reagirebbe così se il proprio marito, paracadutista e militare d‘élite dell’Esercito, nonché padre amorevole di suo figlio, improvvisamente diventasse un invertito che per mestiere canta nei night club con indosso abiti femminili coperti di paillettes?

Tornato a casa il capitano Moroni (o, come si fa chiamare oggi, Victoria) ha operato una vera e propria rivoluzione. Se prima, come paracadutista dell’Esercito Italiano, aveva una nutrita e splendida collezione di armi da fuoco, ora ha buttato via tutto ciò che riguarda l’esercito e la guerra. «Sono pacifista e assolutamente contrario a qualsiasi tipo di violenza, anche verbale.», ci ha spiegato quando siamo andati a trovarlo per intervistarlo, «Al posto delle armi ora ho queste» e ci ha mostrato la sua nuova collezione: una decina di Barbie Sirena, dagli anni 70 ad oggi, ognuna nella propria scatola originale. «A casa mia le avevo tutte, le adoro. Ora ho dovuto ricominciare da capo la collezione perché ormai mi sono arreso, mi sa che a casa non ci torno più. Avevo anche Ken Tritone dei Mari, ma quello per fortuna si trova facilmente».

E così Moroni/Victoria ci ha spiegato che pochi giorni dopo aver fatto ritorno a casa è stato contattato dal dottor Egidio Vanzari, tecnico di computer nonché benemerito esperto del C.I.S.A. (Centro Internazionale di Studi Alternativi) di Vimodrone, già presidente del noto Circolo Ufologico San Lorenzo, il quale dopo avergli posto qualche semplice domanda ha avanzato la propria ipotesi per spiegare ciò che potrebbe essere accaduto nel fatidico giorno dell’esercitazione militare.

«Innanzi tutto», ci dice Moroni, «dovete sapere che gli arcobaleni da terra sembrano archi, ma in verità visti dall’alto sono dei cerchi completi. Per questo è impossibile trovare la famosa pentola d’oro all’inizio dell’arcobaleno. La base dell’arcobaleno non esiste.

«Il dottor Vanzari mi ha spiegato», continua, «che secondo alcune teorie ancora in via di sperimentazione gli arcobaleni potrebbero essere dei portali attraverso i quali è possibile effettuare viaggi interdimensionali. E in circostanze molto particolari è possibile che, passando attraverso un arcobaleno, avvenga uno scambio di “anime” tra due se stessi appartenenti a due dimensioni parallele differenti. E questo è quello che potrebbe essere successo a me e al mio alter ego paracadutista.»

In pratica all’improvviso il Moroni drag queen si è ritrovato nel corpo del Moroni militare, e viceversa. Noi non vogliamo nemmeno immaginare che cosa possa aver passato al momento dello scambio il capitano Moroni che, lo ricordiamo, è (o dovremmo dire era? Come saperlo?) militare d‘élite nelle Forze Speciali dell’Esercito Italiano. Certo, Moroni è ben addestrato e capace di difendersi, all’occorrenza. Ma se la teoria del dottor Vanzari corrisponde a verità, di certo Moroni si sarà trovato delle belle gatte da pelare!

«Per quanto mi riguarda», continua poi Moroni/Victoria, «io so solo che quel giorno stavo cantando Mamma Mia sul palco del Patchiouli e improvvisamente mi sono ritrovato sulle colline, vestito da militare, con un paracadute, circondato da soldati che non conoscevo. Ero arrivato a “I don’t know how but I suddenly lose control”, avete presente? Non ho la più pallida idea di che cosa possa aver provato il mio alter ego paracadutista ritrovandosi su quel palco, vestito da donna, pieno di paillettes. Devo ammettere che un po’ la cosa mi diverte, chissà se conosce le canzoni degli Abba!»

Poi Moroni/Victoria ci spiega che, dopo aver appreso dal dottor Vanzari ciò che con ogni probabilità è accaduto quando il suo alter ego ha attraversato l’arcobaleno, ha fatto moltissimi tentativi per ritornare nella propria dimensione originaria, per così dire. Ma ogni tentativo è stato vano.

«Avrò provato mille volte a passare in mezzo a un arcobaleno, ma non succede niente. Poi ovviamente gli arcobaleni sono rari, per cui ho provato a crearli io in giardino, con il tubo dell’acqua, ma niente. Be’ dai, almeno dopo però ero tutta bagnata!» ci dice ridendo con quella voce effeminata che tanto ci fa rimpiangere di aver perduto il suo alter ego in chissà quale orribile universo parallelo.

Moroni/Victoria ci rivela inoltre che dopo aver parlato con il dottor Vanzari ha pensato di assumere un legale, per tutelarsi nel caso il suo alter ego riuscisse a tornare nella nostra dimensione. «Sono gay», ci dice, «ma non per questo sono uno sprovveduto. Ho assunto un legale perché se il mio alter ego riuscisse a tornare qui potrebbe facilmente denunciarmi per furto d’identità. Io sto usando i suoi documenti e tecnicamente siamo la stessa persona, ma se lui tornasse? D’altro canto all’anagrafe mi hanno detto che non si può fare nulla, la mia carta d’identità resta quella. Io ho chiesto di avere un mio documento diverso dal suo, per non creare eventuali problemi in futuro, ma mi hanno detto che non è possibile. Di fatto siamo contemporaneamente la stessa persona e due persone diverse. All’anagrafe non sanno come comportarsi, poverini, li capisco.
In ogni caso il mio legale mi ha spiegato che se il mio alter ego tornasse e mi denunciasse, in pratica intenterebbe una causa contro se stesso, e questo non è possibile. Quindi non dovrei correre troppi rischi.»

Chiaramente noi non possiamo che augurarci, per il bene di tutti e soprattutto della nostra amata Patria, che torni a casa il capitano Riccardo Moroni, militare d‘élite dell’ 8° Reggimento d’Assalto paracadutisti “Mercurio”, e che il Riccardo Moroni drag queen invertito che si fa chiamare Victoria se ne torni da dove è venuto.

Sulla vicenda, il Comando interforze per le operazioni delle Forze Speciali non ha voluto rilasciare dichiarazioni mentre il ministro della difesa Cipriano Codacci ha dichiarato: «Perdere in questo modo uno dei nostri militari migliori, un capitano delle Forze Speciali, che stava migliorando se stesso giorno dopo giorno, temprando lo spirito e il corpo, per difendere la nostra Patria è sconcertante. Speriamo che, ovunque si trovi, stia bene. E non abbandoniamo la speranza che un giorno, come se ne è andato, possa tornare.»

Anche il Parroco di Truccazzano, Don Alvise Porinelli, ha voluto esprimere il proprio parere sulla vicenda del capitano Moroni. E lo ha fatto proprio durante la Santa Messa di questa mattina.

Secondo Don Alvise quello che è capitato è terribile, anzitutto perché un eroico militare che aveva una moglie e un figlio e che viveva seguendo la Via del Signore si trova ora chissà dove, perso in un mondo che non può che essergli ostile, tra “persone” dedite al vizio e lontane da Gesù. Ma, spiega il Parroco, «tutto questo prova anche a coloro che ancora avessero dei dubbi che l’anima esiste.

Certo, se è vero che il mondo creato da Dio è formato da infiniti mondi paralleli, ognuno di noi potrebbe avere più di un’anima, in un certo senso. Ma esiste, e lo scambio di anime tra i due Moroni ne è la prova. E questa vicenda ci dice anche un’altra cosa, non meno importante: anche gli effeminati hanno un’anima.»

   11 luglio 2020