Trascendentale - Notizie dal mondo
 ARCHIVIO | CRONACA | STORIA | SCIENZA | ATTUALITA' | ALIENI | PADRE PIO | NANI | LITTLE TONY | INCHIESTE



Purtroppo capita sempre più spesso di scoprire che un grande personaggio storico fosse un invertito, un omosessuale o, come si usa dire tra i popoli anglofoni, un “gay”. Recentemente è stata la volta di Leonardo, il grande genio, e questa volta tocca all’eroe dei due mondi, il tanto amato Giuseppe Garibaldi.

Quell’aria di fiera sicurezza e di autorevole severità, da vero padre condottiero e rivoluzionario, ce l’ha fatto amare fin dai tempi della nostra giovinezza, quando studiavamo le sue imprese sui banchi di scuola. Ma le illusioni giovanili – ormai ci siamo abituati – sono sempre destinate a morire.

Il professor Calvarez, dell’Università di Città del Messico, è infatti in possesso di prove inconfutabili che dimostrano come il viso di Giuseppe Garibaldi non sia mai stato ricoperto di quelle strutture sottili e filamentose che comunemente e un po’ volgarmente chiamiamo “peli”.

“Anzi” spiega il professor Calvarez, “Garibaldi odiava i peli e ci teneva molto al suo aspetto, alla sua pelle perfettamente glabra. Siamo quasi certi che si rasasse anche le sopracciglia, come si può vedere anche dalle foto più celebri.”

Le foto, appunto. Secondo il professor Calvarez le immagini di Garibaldi che abbiamo sempre visto e amato non ritraggono il vero Garibaldi, che aveva il viso perfettamente liscio.

“Chi si occupava dell’immagine di Garibaldi” continua il professor Calvarez, “si preoccupava di fargli indossare una barba finta al momento di scattare le fotografie o in occasione di importanti eventi pubblici. In molte fotografie opportunamente ingrandite si può vedere l’elastico della barba posticcia. Questo veniva fatto perché Garibaldi voleva somigliare ai grandi personaggi storici che avevano la barba, come ad esempio Gesù Cristo. Invece siamo praticamente certi che Garibaldi non avesse la barba, che si depilasse le sopracciglia e che amasse il balletto e il colore rosa”.

    3 gennaio 2007