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Una scoperta sconvolgente, che farà riscrivere tutti i libri di storia dell’arte. Il famoso pittore tedesco Edward Munch, per realizzare quello che è unanimemente considerato il suo dipinto più importante non lavorò di fantasia, ma usò un modello, nella fattispecie un modello deforme.

A rivelarlo è una fonte anonima, ma è impossibile non prestarle fiducia, soprattutto guardando la foto che pubblichiamo qui, in anteprima assoluta. Ecco, ad esempio, una foto di famiglia in cui potete vedere anche il povero ragazzo a cui la natura assegnò un volto tanto truce, e che noi tutti conosciamo come “l’uomo che grida”.

Da sinistra verso destra: la sorella, il padre, l’altra sorella e la madre dell’uomo che grida.

Non è possibile che sia una coincidenza: il ragazzo nella foto è esattamente quello del quadro “Il grido” (conosciuto anche come “L’urlo”) di Munch. Che vita conduceva, questo povero disastro della natura? Venne pagato dal famoso pittore tedesco per mettersi in posa e farsi ritrarre? E com‘è morto, questo povero essere deforme?

Sono quesiti ai quali purtroppo, al momento, non possiamo rispondere. Ma in futuro, chissà.

   11 giugno 2006