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Già in passato abbiamo parlato dei “mangan”, i terribili fumetti giapponesi che devastarono la mente dell’ex generale di fanteria Ovidio Lucchetta Dei Gerani. Torniamo a parlarne perché qualche lettore si è lamentato, sostenendo che abbiamo “parlato di cose che non conosciamo” (testuali parole). Per dimostrare che non è assolutamente vero ecco un approfondimento culturale a opera del nostro esimio Arminio Olderigo dei Gianfigliazzi.

Da quest’incredibile vicenda umana, noi tutti della specie menzionata, ne usciamo con le ossa intontite, più di un duro colpo viene a gettare zucchero nel carburatore di tutte le nostre più ataviche certezze culturali, bloccando il progresso a iniezione cerebrale, e gettando acqua sul fuoco del nostro orgoglio umano universitario, dal primo all’ultimo.

Ma andiamo a raccontare con quel raro ordine di cui l’opinione publica ci ha sempre sfregiati. Incredibile scoperta avvenuta dentro l’asia: tredicenne Amante finito dei cartoni, colleziona sceneggiature originali di ogni tipo, da Tekkamen a Godzilla e la sindrome di down, sorretto pecuniarmente in questo brutale collezionismo dar padre, noto e ricco filologo di Nagasaki, famoso più per avere due cuori che non per l’apporto dato alle filologie di cui lui studia.

Ar padre sarà sembrato di stare in un calderone di crema dulcinea quano si è trovato tra le manine ir copione di “Doraemon”, scoprendo così che, tutto portava, inconfutabilmente, a inquadrare l’opera come un autentico incunabolo del IV a.c. futto assoluto del filosofo di barba, stanziato a Platone, che l’aveva scritte di suo pugno sulla cera d’api in una domenica di queste, nella parte della grecia dove sta omero e gli altri rapsodi in cerchio solare vicino al chiosco di bibite.

L’opera palla del gatto di Platone, doraimon (vedi foto) e come il plato lo assurgesse a simbolo del suo mondo delle idee, cucendogli sulla pancia una sacca ideale, da cui spuntavano le idee sottoforma oggettiva, nonché il demiurgo tutto pieno di olio bilboa, trovandosi in grecia. lo stile e’ infantile, farcito di surrealismo, eretico e del tutto insostenibile pe gente di una certa cultura e integrità mentale.

Ma com‘è stato possibile non accorgerne? Non doveva forse destare dubbi a tutti loro ir nome Doraimon, ellenico fino all’osso, se di osso si può parlare quando dice doraimon? Ma chi era giunto in mano a questo libro che getta scompiglio in tutti gli amanti platonici? e per convesso, su tutti quelli che nella storia lo avevano gettato nella rupe tarpea del trionfo totale?

Il filologo, Toyota Hitachi, facente le debite indagini, ha scopetto quello che è difinito subito come il baratro nell’armadio dell’umanità mondiale.
Durante gli scavi col pillars, in una parte abbastanza dell’asia, è venuta a gli occhi una casa di roma anticamente, e dentro cera una biblioteca sigillata con il nastro isolante del nilo. Ebbene, tagliato il sigillante, la biblioteca è affiorata tutta, invasa di cosìdetti “libri ultimi”. Ma è stato grazie al libello demoniaco “scisma occlusorum” che si è venuti nella verità, e si è potuto capire praticamente tutto quanto c’era di martin mistery.

Il libro spiega che in origine la filosofia era considerata un’arte comica, dove si fingeva di fare concetti seri e sistematici, e poi alla fine si buttava tutto a ridere e a giocare con le pazzielle, e si scriveva il libro ultimo, il libro confutativo, dove una serie di baggianate pazzesche e reiterate, effettuavano energumeni clisteri al sussiego dei libri precedenti.

A un certo punto della storia, la chiesa, con un concilio segretamente pederastra, ha fatto sparire tutti i libri ultimi, lasciando tutti gli altri, pe fare serietà, e ha fatto in modo che nessuno spifferasse la storia da dottor geco e mister hide, applicando dei roghi lite sul posto per tutti i boccaci, che minacciavano soffiate*.

Ebbene, il monaco Citarista, Fulgenzio Utrillo, in gran segreto, e per una rara forma di idiozia luteranense, non dinstinguibile ai tempi da una comune forma di cimurro, anziché brusciare sugli spiedi i libri ultimi che gli erano stati messi a consegna focale, li frappuose dentro una casella vicino all’asia, che poi il deserto asiale ha ricoperto negli anni con polvere e foglie e stagnini e opuscoli e carte dell’ememess. Il resto è sotto gli occhi di tutti. Un gruppo di asiatici trovò negli ani 70 i libri, e subito ne ha fatto cartoni animati e serie televisive a gogò, generando un genere sovrano e pischedelico, di cui nessuno si è visto esimersi. il plagio più sconcertante di tutti i tempi. Questo è Per l’umanità quello che è stato per i pitagorici la scoperta degli infinitesimali: l’inizio della fine.

*Alcuni titoli: Kyashan, il ragazzo androide, era la chiusa del grande filosofo Aristote, mentre Rensi la strega era quella di Socrate, Capitan Harlock era il congedo filosofico di Eraclitoride, e ne esistono ancora moltissimi di cui sopra.

Arminio Olderigo Dei Gianfigliazzi

   12 dicembre 2004