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Ricordate la povera e tenera cagnetta Laika, sacrificata brutalmente dai sovietici bolscevichi in onore all’esecranda dea scienza? Fu mandata nello spazio e mai più tornò indietro, anni e anni or sono. Se ne dedusse comunemente che la dolce cagnolina, inghiottita dal vuoto siderale, fosse morta di fame, di sete o di sonno e in piena solitudine. Immaginate quale tristezza?

Bene, allora sarete lieti di sapere che Laika non è morta. E’ viva, sì, ma a conti fatti sarebbe stato meglio versare qualche lacrima allora, piuttosto che un fiume di pianti prossimamente. Sì, Laika e viva, ma nessuno vorrebbe che lo fosse. Ecco cosa accadde, da quel triste giorno in cui della cagnetta si persero notizie.

Sbarcata su un pianeta alieno ostile ad ogni forma di vita che non fosse quella femminile canina, l’animale terrestre divenne il sovrano assoluto di una strana razza di esseri abnormi che popolava quelle sperdute lande spaziali. Idolatrata, adorata e riverita come la regina di tutti i re, la povera Laika forgiò ben presto un impero di terrore e adorazione generali, e premette la zampa sull’acceleratore dell’industria bellica.

Oggi, dopo anni ed anni terrestri, la flotta capeggiata da Laika marcia trionfale in direzione del nostro pianeta. La mortale potenza di fuoco che la flotta potrebbe scatenare su tutti i paesi del globo terracqueo farebbe impallidire qualunque immaginazione, puranco la più perversa e la più malata.

Chi si salverà, nella guerra tra i mondi che incombe? Chi?

    5 giugno 2006