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Sempre più spesso sentiamo di disagi, disordini e addirittura catastrofi che riguardano i cosiddetti voli “low cost”, ovvero i voli a basso costo. Basso costo e bassa qualità, cari lettori. Quel che rischiate per risparmiare qualche misera moneta è addirittura la vita vostra e quella dei vostri cari: dei vostri figli, di vostra moglie… di vostra madre.

Quando si viaggiava col calesse non si rischiava nulla, se non qualche mal di schiena o un colpo d’aria. Poi vennero il treno e l’aereo. I rischi aumentarono, ma per molti lustri bastò affidarsi a coscienziose compagnie aeree italiane, come la gloriosa Alitalia, per stare al sicuro. L’Alitalia era un tempo grande e potente come l’Impero Romano, ma oggi è in crisi sotto l’assalto dei nuovi barbari: le compagnie low cost, appunto.

Risparmiare va sempre bene, intendiamoci. Ma morire? E’ giusto morire? E’ ciò che vi capiterà con le compagnie low cost. Non ci credete? Pensate che esageriamo, che siamo “i soliti paranoici”, come qualcuno ha osato appellarci? Ebbene, eccovi degli esempi. Dei fatti. Delle verità. Osservare questo grafico.

E ora, qualche esempio concreto. A Boston (Stati Uniti d’America) un gruppo d’ingenui viaggiatori partiti per l’Africa Nera con un volo a basso prezzo (5 dollari americani!) sono sì arrivati nel Grande Deserto, ma morti! Avete capito bene. Morti! L’aereo è precipitato, sicuramente per colpa di qualche problema tecnico dovuto all’eccessivo risparmio con cui vengono assemblati questi pseudo-velivoli. Le povere famiglie hanno dovuto recuperare quel poco che restava dei corpi in mezzo alla sabbia, prima che i Predoni Neri portassero via tutto.

La stessa compagnia aerea si era fatta notare un anno addietro per la frequenza degli atterraggi di emergenza di molti suoi aeroplani. Vi state chiedendo perché? Semplice: risparmiavano sul carburante! E a metà strada erano obbligati, per evitare una strage, ad atterrare dove capitava. Facevano scendere i passeggeri e tanti saluti alla sicurezza e ai sacri diritti del Consumatore.

Un altro volo low cost, questa volta partito dalla Capitale Italiana e diretto a Parigi, si è schiantato qualche mese fa a metà strada su una banca svizzera. I poveri passeggeri, tutti morti, potevano immaginare come sarebbe andata a finire quando alla partenza si sono trovati di fronte a una brutta sorpresa: i piloti erano nani!

Queste piccole creature – come sapete – non si contraddistinguono certamente per bontà e buone capacità di guida, soprattutto a una simile altezza, lontani dalla terra e dalla legge morale. Lì, tra le nuvole, hanno deciso di instaurare il loro regno di terrore, infastidendo e spaventando i passeggeri in tutti i modi immaginabili.

Poi, dopo neanche un’ora di volo, hanno deciso di schiantarsi sulla Svizzera, causando la morte di tutti i passeggeri, fra cui 18 donne gravide, una scolaresca di Bergamo, una mandria di boy-scout e un Cardinale di Santa Romana Chiesa. Tutti morti. Ma non i due diabolici piloti nani, unici sopravvissuti al disastro da loro stessi causato.

Chiunque di noi, graziato dal Signore, trovandosi integro dopo una simile sciagura si sarebbe gettato a salvare gli eventuali superstiti e a pregare assieme ai moribondi. Ma non i nani. Infatti, come hanno riferito diversi testimoni, i due piloti, una volta sgiusciati fuori dalla cabina di pilotaggio non hanno degnato di uno sguardo i corpi di quei poverini e hanno pensato bene di svaligiare la banca sulla quale erano precipitati, per poi scappare con una macchina rubata.

Se quei poveri passeggeri si fossero affidati a una compagnia aerea sicura, tutto questo non sarebbe accaduto!

Spesso le compagnie low cost, al posto di bravi e capaci piloti, assumono dei nani. Altre volte invece ricorrono ai robot, programmati per sostituire un pilota umano ma che inevitabilmente finiscono per ribellarsi e far schiantare l’aereo.

Oppure peggio.

In almeno 4 occasioni è capitato che i piloti, seppur umani, fossero dei perfetti imbecilli, in possesso (al massimo) della licenza elementare e completamente drogati, con le vene intasate di cocaina e marijuana e il cervello divorato dai tarli.

In molti casi capita che a bordo vengano serviti cibi avariati o scaduti. E questo se si ha fortuna. Molte compagnie cinesi low cost, ad esempio, servono carne di cane o addirittura carne umana, spesso di neonati. Recenti statistiche dicono che l’86% dei passeggeri che sopravvivono a un volo low cost vengono in seguito ricoverati per intossicazione alimentare, mentre il 32% muore di cancro e il 15% di aids, questo probabilmente anche per la scarsa igiene che regna sui voli troppo economici e per l’eccessiva confidenza che spesso si prendono gli assistenti di volo, ovviamente quando ci sono e non sono sostituiti da robot, nani o manichini (succede anche questo).

Quelli che vi abbiamo illustrato sono solo alcuni casi. Potremmo continuare praticamente all’infinito citando episodi di grave pericolo per i passeggeri, o casi in cui questi sono deceduti per colpa dei voli low cost. Ma non vogliamo turbarvi eccessivamente e speriamo che questo vi basti per evitare come la peste queste compagnie aeree, il cui unico interesse è il guadagno e non la sicurezza dei passeggeri.

E non dite che Trascendentale non vi aveva avvisati.

    6 gennaio 2007