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AUSTRALIA – Solo un mese fa la storia della cangura Daisy, che aveva adottato un cucciolo di alieno nel suo sacco marsupiale, commosse il mondo (benché alcune zone della Rhodesia risultò che non si commossero affatto, pagando per questo una salata penale). Eppure ieri, il mondo si è decorato dell’ennesimo gesto ricco di inciviltà.

I soliti due balordi, in sella ad una moto di grossa cilindrata, hanno strappato il cucciolo dalle terga della madre, dileguandosi nell’intricato dedalo di vie del quartiere Borchiabonzi di Sidney.

Anche questa volta il rapimento come quello precedente del nano albino di Charleville, era finalizzato alla diffusione sull’Internet di contributi multimediali incentrati su sevizie nei riguardi del ‘diverso’, fino alla morte per annegamento nella gelatina per capelli del diverso stesso.

Il sito “Google” ha rimosso l’abominevole videodocumentario, ma ormai già numerosi appasionati della crudeltà ne facevano proliferare i contenuti in ogni parte del mondo, tramite e-mail, videomessaggi, segnali di fumo indiani et similia.

Noi di Trascendentale non vogliamo parlarvi di queste pratiche, certamente criminogene, ma senz’altro anteponibili a un problema più xxl, sempre più attuale ed oscuro: l’abbandono di elementi alieni sulla superfice terrestre.

Solo ultimamente, grazie all’effetto folkloristico, e dunque mediatico, degli animali che allevano alieni abbandonati, non solo cuccioli, si è imposta all’opinione pubblica questa piaga di vegliarda data.

Già a partire dagli anni ’60 si segnalarono i primi casi, ma l’ideologia dominante del tempo messe tutto a tacere, anche grazie all’uso sistematico di strumenti di repressione orbitanti nel mondo delle arti marziali (mazzaroccoli di Bruce Lee n.d.r).

I coniugi Bershim, israeliti, raccolserlo nella propria casa più di dodici alieni e svariati barattoli in cui farli vivere. Adolfina Hipsler, si tenne come amante un alieno per 25 anni, prima di ucciderlo perché le aveva spruzzato una buccia d’arancia negli occhi. I coniugi di chirurgi plastici ungheresi, i Petofi, sottoposero una coppia di alieni a diversi interventi, riuscendo a spacciarli per umani, fino alla loro morte avvenuta in seguito all’attacco improvviso di uno stormo di cicogne impazzite.

nel libro ‘Alieni Esiliati A Gogò’. Secondo l’insigne studioso, questi alieni verrebbero tutti da un pianete lontano, Kashemire, dove vige un sistema politico teocratico fondamentalista.

La religione di questo pianeta, non permette l’esecuzione capitale dei rei, ma ammette l’esilio. Ma siccome nessun luogo di quel mondo potrebbe accogliere i colpevoli senza pregiudicare l’integrità della purezza dell’intero pianeta, ecco che li esiliano sulla terra, tramite navicelle spaziali religiose.

Queste sono parole che il Rotchild è riuscito a strappare a un alieno collaboratore, promettendogli subdolamente la reincarnazione e una bistecca al sangue.

Sembrerebbe che su Kashemire (questo è il nome del pianeta) sia praticamente impossibile bestemmiare, nemmeno nei sogni o alla toilette o durante una sessione al pc. Chi lo fa non è degno di vivere su Kashemire e viene cacciato e mandato sulla Turchia, o pattumiera, così chimano gli alieni il nostro pianeta, che secondo loro è il ricettacolo di ogni nequizia. Al piccolo alieno rubato dai balordi sarebbe scappato una bestemmia durante una partita a bocce.

Rotchild chiude il libro con la speranza che non venga mai letto da W.Bush jr. Verrebbe da domandarsi, ci sono gli estremi per la prima grande guerra extraterrestre?

Una cosa è certa, se continuano gli ‘esili’ e la discriminazione globale dei terrestri, compresi gli ariani, l’eventualità si farà ogni giorno meno remota.

   22 gennaio 2007