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VARESE – Esistono forse guide culinarie migliori dei tomi stampati ancora col ciclostile, che ognuno di noi gelosamente conserva nei propri scaffali? Quei libroni intrisi di saggezza popolare e di utili consigli sono la chiave per la buona riuscita dei manicaretti preparati dalle massaie di tutta Italia.

Talvolta però il fato tende a sposare brutti casi di astigmatismo con antichi trattati sui decotti magici, scampati chissà come ai tribunali della Santa Inquisizione.

E’ il caso della signorina Gisella Piscitruviano, casalinga varesotta di origini partenopee, che l’altro ieri, recandosi nella sua soffitta per recuperare un servizio da tè, si è imbattuta in quello che sembrava un consunto manuale di cucina. In realtà si trattava del “De Mephisticibus Sucibus”, antica raccolta di formule magiche e ingredienti per pozioni, che fortunatamente era stato letto da pochi occhi umani.

Anni addietro qualche spensierato burlone, probabilmente lo stesso nonno di Gisella Piscitruviano, il fu Aniello Cocco, aveva cucito la copertina di un libro di cucina sul sopracitato volume. Avrebbe potuto mai immaginare di aver procurato così la fortuna della nipote?

La signorina Gisella infatti tentò di preparare una torta con gli ingredienti indicati per ottenere il cosiddetto “Dechotto per alleviar l’infìme sofferenze” (un lieve lenitivo per i dolori ai piedi), ma rimpiazzò molti componenti, illeggibili sul libro reperito, sostituendoli con le prime cose che le capitavano sotto mano in cucina. Con la poltiglia bluastra ottenuta guarnì per sbaglio una bistecca che diede da mangiare al suo vecchio padre, Karl Piscitruviano, gravemente ammalato di Corea di Huntington e affetto da arteriosclerosi – in poche parole, un uomo con un piede nella fossa.

Ebbene, cari lettori, non possiamo descrivervi la sorpresa dei medici della ASL di Varese che visitarono Karl Piscitruviano ieri pomeriggio. Il vegliardo infatti era sano come un pesce, e sprizzava energia da tutti i pori! Le sue cellule nervose parevano essersi rigenerate, la pelle ringiovanita e i capelli rinfoltiti.

Il dottor Mark Dickens dell’AMA (American Medical Association), interrogato sulla faccenda, afferma che “il preparato della signorina Piscitruviano ha agito come rigeneratore di tutte le cellule del signor Karl, in particolare sul tessuto nervoso, che come sapete non si rigenera ma si deteriora con l’avanzare degli anni.

Ad una prima occhiata, l’assunzione regolare del fluido potrebbe ricostruire continuamente tutte le cellule, e quindi mantenere ognuno di noi in vita a tempo indeterminato. La signorina Piscitruviano non ricorda gli ingredienti del preparato, ma ne ha conservata una minima parte, che degli esperti stanno analizzando”.

Una multinazionale americana, la PharmaMedMastersOnLine, si è appena dichiarata interessata all’acquisto della ricetta, che metterà poi in commercio ad un prezzo “accessibile a tutti”.

    7 febbraio 2007