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AREZZO – Alla luce di avvenimenti come questi, tutti i falsi scetticismi di regime e gli atteggiamenti di superiorità di certe persone crollano al suolo come inutili arbusti abbattuti dalla possente scure della Verità.

Ieri, quattro di marzo, nella porzione di cielo sovrastante Piazza Andromeda ad Arezzo, venti scie chimiche incrociate tra di loro secondo un arzigogolato ma impeccabile schema, hanno formato il preciso ritratto del congolese Carlo Conti, presentatore televisivo che ha ormai assunto il ruolo di icona, di punto di riferimento e di esempio da seguire per tutti i suoi simili che emigrano nel nostro paese.

Oltre, naturalmente, alla curiosa disposizione, delle scie aretine ha incuriosito molto la composizione chimica. Sono stati infatti rilevati elevatissimi livelli di gas bario e di particelle di alluminio (entrambi elementi molto dannosi per l’organismo umano), che hanno reso l’aspetto delle scie chimiche inquietantemente “solido” e “corporeo”.

Tra le innumerevoli interpretazioni di questo fenomeno che gli scienziati di tutto il mondo si sono affrettati a fornire, la più plausibile e veritiera ci sembra quella del professor Qualpers, docente di fisica nucleare all’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (MIT) nel Nuovo Mondo.

“Sono fermamente convinto”, sostiene Qualpers, “che dietro all’intreccio di scie chimiche verificatosi nella città di Arezzo ci sia la mano di creature intelligenti provenienti da altri pianeti, creature che hanno una buona conoscenza delle vicende storico-sociali della Terra ma meno ferrate in ambito scientifico; sono inoltre certo che queste non costituiscano una minaccia per nessuno di noi. A riprova di ciò che ho appena detto sta il fatto che, tra tanti possibili soggetti, gli alieni abbiano deciso di ritrarre proprio l’africano Conti, noto per la tonalità, scura anche per chi proviene dal suo stesso paese, della sua pelle. Mostrandoci lui, le creature extraterrestri vogliono avvertirci dei pericoli a cui stiamo andando incontro a causa dell’effetto serra.

“Qualcuno potrebbe obbiettare sulla natura delle intenzioni degli alieni: infatti i componenti delle scie chimiche in questione sono, fino a prova contraria, tossici.”, aggiunge il professore, “A questo proposito, ritengo che siano state impiegate alte percentuali di bario e di alluminio solo per rendere il disegno tracciato più nitido. Nessun intento di nuocere ai cittadini di Arezzo. E comunque le scie sono a un’altezza abbastanza elevata da non costituire un reale pericolo.”

E così, cari lettori, le ipotesi che noi di Trascendentale continuiamo a formulare da anni, gli alieni, le conseguenze dell’effetto serra ed il vergognoso oscurantismo di regime, vengono finalmente a collegarsi e si uniscono una volta per tutte sotto l’immortale sigillo della Scienza. Rinnoviamo, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare, l’invito a tenere gli occhi aperti, a non lasciarvi mai abbindolare dalla stampa di regime e dalle “versioni ufficiali” dei fatti, e soprattutto a non lasciare che la vostra sete di verità e di giustizia si estingua.

    5 marzo 2007