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GUIDA EDUCATIVA PER LA GIOVENTU’ ITALIANA


del Cavalier Gustavo Patrizio Conigliano, direttore di Trascendentale

PRIMA PARTE: EDUCAZIONE E ISTRUZIONE

I Doveri del giovanetto verso i genitori

L’uomo nasce per volontà di Dio e col concorso dei genitori. Ai genitori devonsi amore, rispetto, obbedienza, che si dimostrano coll’adempire di buona voglia i loro amorevoli comandi: sacro dovere imposto dalla natura e dalla religione, imperocchè essi non potranno mai insegnare cose che potranno tornare a svantaggio. Coi genitori si dev’essere premurosi, affettuosi: si deve prestare loro assistenza in qualunque circostanza o bisogno, e per quanto lo consentono le nostre forze, essendo questo anche un dovere di gratitudine e d’amore.

Il giovanetto deve essere docile, obbedire prontamente col sorriso ai comandi dei genitori, senza borbottare, ascoltando con attenzione, ed avrà così il vantaggio di educarsi familiarmente.
L’obbedienza e il rispetto non solo saranno dovuti ai genitori, ma ancora ai superiori, ai maestri, ai congiunti, agli amici e a quelli che per età ed esperienza meritano stima e riguardo.
Il giovanetto che adempie scrupolosamente a questi suoi obblighi, fa sperare bene della sua educazione e del suo avvenire.
Quanto sono pregevoli le belle doti della docilità e condiscendenza impresse nell’animo di un giovanetto!

La volontaria obbedienza e l’arrendevolezza saranno uno dei mezzi per farsi amare.

Negare obbedienza al padre e alla madre, adempiere di mala voglia ai loro comandi, è lo stesso che mancare a uno dei più sacri doveri di figlio. Ai genitori devesi la confidenza, non disgiunta dal rispetto; non si faranno cose che possono arrecare ad essi disgusto; ed il giovanetto seguendo questi buoni ammaestramenti, proverà quella compiacenza e quella felicità che vengono dall’essere un buon figliuolo amato e considerato.

II Della famiglia

La famiglia è quel santuario dove si racchiudono i più cari affetti, e nella quale si gode della presenza dell’amore costante dei genitori coi quali si dividono le gioie e le amarezze.
Il giovanetto che seguirà le massime stategli inculcate, diverrà saggio, obbediente e onesto; quando poi comettesse qualche mancanza accetterà il rimprovero siccome un’ammonizione, col sentimento del dolore per l’amarezza arrecata immeritatamente ai genitori; e nutrirà tutt’altro che odio e rancore, anzi con animo docile ringrazierà i genitori promettendo di non ricader più nel fallo.

Il fanciullo che si mostrerà ostinato e caparbio, sarà scontento di sè e degli altri e non godrà mai pace.

Ai fratelli dimostrerà pure l’amore e la confidenza, vivendo in perfetta armonia ed accordo, dividendo con loro tutto ciò che sarà ad esso più caro e di più aggradevole. Avvenendo per avventura qualche contrasto o dissapore coi fratelli, esso ricorrerà subito al padre, od alla madre i quali sapranno comporre gli animi loro, ed in tal modo saranno evitati fatti dannosi al mantenimento della pace della famiglia.

Per rendere persuaso il giovane lettore di questa esposizione porteremo ad esempio il seguente fatto.

Due fratelli, mentre giocavano nel cortile della loro abitazione, vennero a parole e da queste passarono a vie di fatto: uno di essi acceso d’ira e dimenticando l’amore fraterno, prese un sasso e lo gettò contro l’altro cagionandogli una grave ferita al capo. Si figuri il giovane lettore quale sarà stato il dolore dei loro genitori! Questo sconsigliato ragazzo dovè subire il castigo della prigione.
Tra fratelli non deve esistere odio nè rancore per qualsiasi causa; e se quel giovanetto, invece do seguire il suo biasimevole impulso si fosse rivolto ai suoi genitori per esporre le sue ragioni, il triste e penoso fatto non sarebbe certo accaduto.
Per dirsi buon fratello, converrà che il giovanetto si guardi dall’essere egoista usando invece generosità coi fratelli, perché con essi ha i vincoli del sangue e la somiglianza di molte abitudini dalle quali nasce la simpatia. Se uno dei fratelli manca si deve usare indulgenza, non solo come si farebbe verso un altro che non sia fratello, ma più ancora. Imiterà le loro virtù, e procurerà egli stesso di promuoverle con l’esempio, in modo che abbiano a benedire la sorte d’essergli fratelli.

L’intimità domestica non farà mai dimenticare l’obbligo di essere cortese coi fratelli.

Alle sorelle poi si deve maggiore gentilezza. Esse, poichè sono dotate di una grazia squisita, si valgono spesso di questo mezzo e
per bandire i malumori dalla casa e per rendere più dolci le correzioni dei genitori. Rispettarne si deve in esse la mitezza del carattere, e le virtù, e poichè esse sono per natura più deboli e più sensibili, fa duopo che il buon fratello sia attento a consolarle se sono afflitte, e procuri di mai recar loro dispiacere, addimostrando loro invece costante rispetto e amore.
Il santuario della famiglia dev’essere tutto bello, tutto armonico: e nelle relazioni sociali si deve conservare le tendenze a coteste preziose qualità per poterne godere i frutti salutari.

III Dell’alzarsi dal letto

Alla mattina il fanciullo procurerà di alzarsi per tempo e di vestirsi con prontezza. Così acquisterà tempo per studiare ed avrà maggior equilibrio di forze.
Oltre al beneficio che ne risente il corpo dall’alzarsi presto, tutto il tempo che ruberà al sonno sarà rubato alla morte, perché il sonno eccessivo è la morte della mente.
Un buon vecchio, il quale aveva l’abitudine di alzarsi da letto nell’inverno prima che fosse giorno e nelle altre stagioni all’alba, visse fino a 95 anni. Prima di morire raccomandava ai figli, ai nipoti ed a quanti giovanetti gli si raccoglievano intorno, di seguire il suo esempio.

Rivolgendo il giovinetto prima d’ogni cosa la mente a Dio non si renderà inferiore agli animali i quali all’apparire del sole salutano il creato. Dal lato poi dell’igiene e della proprietà, è necessario che il giovanetto non trascuri la nettezza della sua camera; la conserverà pulita e ventilata specialmente appena alzato dal letto, perché l’aria pura surroghi l’aria viziata durante la notte. Quindi porrà tutto a suo posto, gli oggetti di studio e gli abiti, ecc., poichè oltre al suo dovere di sodisfare alle esigenze della decenza, può darsi il caso che persona amica entrando in quella camera e trovandovi il disordine ne perda la stima e ne critichi il suo modo trascurato.

La proprietà degli abiti non dovrà essere dal giovinetto dimenticata, anzi dovrà dare prove di aver per questi la massina cura col pulirli ogni mattina, e ciò anche per la loro conservazione.
Sarà infine sempre pronto e spontaneo nell’assistere i propri genitori in quelle piccole faccende domestiche per le quali avessero bisogno del di lui aiuto.

IV Pulitezza del corpo

La pulizia personale deve necessariamente entrare nelle quotidiane abitudini del giovanetto. E’ questo non solo un dovere di civiltà che non deve trascurarsi, ma è poi anche una prescrizione dell’igiene. Vengono con essa evitati molti mali.
Infatti il giovinetto non si troverà i denti cariati se avrà l’abitudine di lavarsi la bocca ogni mattina. Col cambiarsi di frequente la biancheria e col tenersi pulita la pelle, eviterà molte malattie cutanee. Conserverà la vivacità del colorito e la morbidezza delle carni lavandosi di frequente il volto e le mani, perché ciò aiuta la traspirazione ed evita l’odore sgradevole.
Tagliandosi le unghie e nettandole dal sudicio che vi si ferma, risparmierà graffiature e pustole maligne causate dall’intromissione di quello in qualche parte delicata del corpo.
La pulitezza infine deve essere dal fanciullo osservata quale un dovere verso sè stesso, e più ancora verso gli altri. Baderà però che questo amore alla pulizia non degeneri in affettazione, e non lo faccia abituare ad occuparsi troppo della sua capigliatura e dei suoi vestiti. Sarebbe questa cosa vana che ei non curerà. La pulitezza, di cui qui si parla, sia quella solamente voluta pel vantaggio della salute, e per il riguardo alle persone colle quali dovrà stare in compagnia.

V Del contegno fuori di casa – Azioni da imitarsi

Quando il giovanetto non possa essere accompagnato alla scuola, uscito che sarà di casa, baderà di prendere la strada più breve, senza fermarsi per guardare or questo ed or quell’oggetto, e tanto meno si accompagnerà con altri. Così farà ritornando a casa.
Il suo portamento per la strada dev’essere composto; egli non deve dondolre le braccia, fischiare, cantare o fare col capo o colla bocca atti sconci e poco gradevoli a chi guarda.
Ritornato dalla scuola, saluterà il padre, la madre ed i fratelli, il che farà pure prima di uscire di casa. Se la colazione o il desinare non saranno pronti, si porrà allo studio, prima che gli sfuggano le spiegazioni del maestro.

Se per la via venisse importunato da qualche compagno, baderà di non lasciarsi vincere dall’ira per venire a questioni: ricorrerà invece ai suoi genitori, che penseranno a porvi riparo. Bisogna rispettare tutto e tutti, astenendosi dal far cose che possano compromettere la propria persona, e così gli sarà usato uguale rispetto.

In ogni modo dai molesti baderà di stare sempre lontano, perché questi sconsigliati e maleducati sono anche pericolosi.
Dovendo il fanciullo parlare con suoi pari o con persone maggiori di lui, i suoi modi saranno sempre cortesi: si spiegherà con chiarezza, brevità e precisione; la maldicenza sarà da lui bandita; e sfuggirà sempre questa triste abitudine causa di tanti mali.
Baderà poi di non essere nei suoi atti mai esagerato; l’esagerazione è una delle tante forme di ciarlataneria, la quale è uno degli effetti della cattiva educazione e della mancanza di altri pensieri e di generosi propositi. Ciò che rende rispettabile l’uomo, è la semplicità nel parlare, nello scrivere, nel sentire: non deve quindi usare l’artificio, che ha per compagnie la finzione e la menzogna.

Nei tempi antichi, presso i popoli meglio educati, ogni cosa era trattata con semplicità, e semplici erano i costumi, le arti, le leggi, la religione e la vita stessa, ciascuno cercando di migliorare la propria condizione a misura delle proprie forze.
Come si disse non solo tutti gli atti del giovanetto devono essere semplici e modesti, ma eziando accompagnati da un sentimento di generosità e di virtù da porlo in grado di compiere in ogni evenienza un’azione nobile che lo renda degno della considerazione e della stima altrui, per sentirsi quindi sodisfatto e felice per l’opera prestata.
Una delle più belle doti invero che il giovanetto possa possedere è senza dubbio quella di emulare fino dalla prima età le altrui virtù, imitando l’esempio di tanti generosi fratelli che in occasione di gravissimi disastri, cioè inondazioni, incendi, epidemie, terremoti, ecc., con nobile slancio e col disprezzo della propria vita, corrono animosi dove più il pericolo è maggiore apportando aiuto e soccorso, per salvare la vita e le proprietà di tanti infelici colpiti dalla sventura!

Ed il portare aiuto ai miseri è questa un’azione delle più nobili e umanitarie che un uomo possa mai compiere e dovrebbe quindi essere da tutti compresa ed applicata nelle calamità in omaggio ai principì di fratellanza. Procuri il giovinetto di coltivare questi preziosi sentimenti, certo di conseguire la stima di tutti, mentre sarà meritevole di sommo biasimo colui che in tali emergenze dimostrerà indifferenza o pussillanimità.

Si guarderà precipuamente dalla menzogna; sarà sempre schietto e veritiero negli atti e nelle parole. E’ un dovere sacro che abbiamo tutti quello di amare la verità.

La menzogna è un vizio che fa perdere all’uomo la sua dignità e la stima altrui, in modo da essere sfuggito da tutti i buoni. Guai a quel giovanetto che acquistasse questo brutto vizio poiché finirebbe col contrarre turpi abitudini che lo condurrebbero al delitto.

Dal suo labbro non uscirà mai cosa che sia falsa, ma in talune circostanze è necessario andar cauti anche nel dir la verità, poichè vi sono verità, che la morale, l’educazione e la religione impongono, in certi casi, di tacere.

Raccontare o propalare cose e discorsi detti dai genitori, parenti od amici, potrebbe arrecare sovente danni gravissimi agli interessi domestici ed eziandio perdere così la considerazione delle persone oneste.

Non si intende però con questo, che debbansi considerare le cose udite d’indole cattiva ma come si è detto, è necessario usare in tali circostanze un certo riserbo.

   3642 giorni fa