(al telefono)
“cosa fai? sento rumore”
“niente”
“ma come niente, ho sentito un casino”
“ma no, niente, niente”
“ma ho sentito rumore”
“ma se ti dico che non era niente”
“…”
“…”
“va beh, proverò a immaginarlo”
“aaah, occhei: sono andata a prendere lo specchietto e le pinzette e ora mi tolgo i baffi”
“…”
“vedi? avresti preferito non saperlo”
“ti preferisco senza baffi”
“e allora occhei, non erano i baffi, era la barba“
quello che le donne non dicono
20 luglio 2011…
11 luglio 2011time to say goodbye
10 novembre 2010oh, non ci sono voluti manco 3 giorni a trasformarmi da “normale isterica su utilitaria” a “stronza belva sul suv”: ieri sera sono andata dai carabinieri per delle armi che ho ereditato (eh, tu chiamami se vuoi “sarah palin”) e mentre parcheggiavo lasciando premurosa il posto all’auto sbirra gli ho tirato giù il cartello con il cappellino disegnato (è che non si vede un cazzo dietro a ‘sto trattore!), poi dovevo tornare a casa e ho girato la macchina sbagliando leggerissimamente le dimensioni di manovra, trovandomi di traverso in una delle strade più trafficate del pinerolese con tutti che mi suonavano e mi insultavano. ma cosa importa! ormai sono grossa abbastanza per intimorire & schiacciare e veloce a sufficienza per fuggire repentina. insomma, la bestia ch’era in me sopita quando la micra non mi permetteva tutta questa boria è desta & feroce, al punto che talvolta mi faccio mentalmente le corna pur’io.
e ora le cose che contano: abboccolata come evita peròn sono pronta a prendere topino e a partire, domani, per l’argentina. e minchia quanto me lo sono meritato! statevi bene e non temete, non manderemo cartoline ma vi infliggeremo le inevitabili foto su fliccher appena di ritorno. sciaò sciaò.

