"a questa esigenza corrisponde un certo affannoso e molto zelante lavorio per sollevare il genere umano dall’abbrutimento nel sensibile, nel volgare e nel singolo, e per indirizzarne lo sguardo alle stelle; quasi che gli uomini, del tutto obliosi del divino, siano sul punto di appagarsi, come i vermi, di polvere e d’acqua.
un tempo essi avevano un cielo fatto di vasti tesori di pensieri e di immagini. il significato di tutto ciò che è, stava nel filo di luce che tutto al cielo teneva attaccato; una volta rifugiatosi in cielo lo sguardo, anziché soffermarsi sulla presenzialità di questo mondo, vi scivolava su verso l’essenza divina, verso, se così si possa dire, una presenza fuori del mondo. l’occhio dello spirito dovette a forza venir rivolto al terreno, e qui venir trattenuto; e c’è voluto tempo assai prima di introdurre, nell’ottusità e nello smarrimento in cui si trovava il senso dell’aldiquà, quella chiarezza che solo il sovraterreno possedeva, prima di riconsacrare all’interessamento umano quell’attenzione a ciò che è presente, la quale viene detta esperienza.- ora sembra che ci sia bisogno del contrario; sembra che il senso sia talmente abbarbicato ai valori terreni, da rendersi necessaria altrettanta violenza a sollevarnelo. lo spirito si mostra così povero, che sembra impetrare, per un po’ di ristoro, il magro sentimento del divino, simile al viandante che nel deserto brama una sola goccia d’acqua. dalla facilità con cui lo spirito si contenta, si può misurare la grandezza di ciò che ha perduto."
-G.W.F. Hegel, Fenomenologia dello spirito.-
Mai avrei pensato di poter apprezzare una pagina di Hegel.
il prossimo post avrà a tema “la spiritualità dei porni”. fossi in te non me lo perderei.
Fossi in te, rifletterei piuttosto sulla natura eminentemente spirituale e disincarnata del dimonio. Sempre in tema di Hegel e di porni.
fossi in voi farei un porno.