non è tanto che faccio un lavoro di merda
(sapete che sto facendo ora? sto inserendomi a mano 2 cataloghi con le offerte dei nostri concorrenti in un foglio di excel, perché il nostro cliente cui dobbiamo presentare la controfferta non ha il compiuter, ma solo questa merda di fogliacci scannerizzati con 100mila riferimenti e vaffanculo), e non è nemmeno che io mi pensavo “vabbè, migliorerà, sono appena arrivata, mi farà fare qualcosa di dignitoso, prima o poi” e invece NO, cazzo, sono qui da più di un anno e la cosa, incredibile, va pure a peggiorare! quando inserivo i listini nell’as400, in confronto a quello che sto facendo ora era un lavoro appagante! non è nemmeno che cristosanto, lavoro con mia madre! i figli di berlusconi sono entrati a 16 anni in tutti i cda delle aziende del padre, non hanno fatto il caffè, portato l’acqua agli stronzi in visita, le fotocopie di 1459 omologazioni o altri assortiti lavori demenziali! il cda di mondadori! e quindi no, il problema non è tanto che mia madre si crede che io sia indicibilmente stupida & rincoglionita (ieri era tutta sorpresa perché le ho fatto una presentazione di sta merda di azienda con powerpoint e non risultava che fosse il posto di merda che invece è, “ah, ma brava, ma che bella, ma non pensavo” non pensavi? non pensavi che non ti avrei scritto “uè, questo posto è una merda, alla larga, lontani“? ma vaffanculooooo!); non è nemmeno la frustrazione di quando arriva gente che conosco a cui la mia mansione viene presentata con “lei boh. fa cose con il computer“.
non è questo.
è che è estate. qui, il postodimerda, non ha l’aria condizionata. qui, il postodimerda ha solo una specie di ventilatore, o sailcazzo cos’è, che comunque a me è negato, cristo santo, sì che se mi giro ci sono quelle due troie delle mie colleghe con i capelli che sventolano all’aria, mentre io sto letteralmente sgocciolando sui listini. e quando faccio presente che ci saranno 45 gradi, qua, tra server che mi sfiata sulle gambe, portatile arroventato e sole infilato sotto la scrivania a bruciarmi i piedi loro che fanno? si pensano di farmi avere un ventilatore? no. di regalarmi chessò, un ventaglio? no. di girare quella merda di cosa che c’hanno e farmela arrivare anche qua? no, cazzo. loro ridono. perché ehi, è tanto simpatico e divertente che io mi lagni mentre sto morendo, hahaha!
ho chiesto alla contabile maledetta un ventilatore, e ho avuto il successo che ho avuto quando le ho chiesto i punti della pinzatrice, che mi sono poi andata a comprare e portata da casa, o il portapenne, stessa cosa, o l’affare per ammazzare le mosche -ché pure le mosche ci sono! e tutti hanno un ammazzamosche personale, tranne che chi? già, io- giusto perché abbiate idea della considerazione di cui godo in questo postodimerda, e con quanta gioia apro gli occhi al mattino per venire qua a perdere tempo.
perché intanto i progetti erano diversi. erano finire la tesi, blabla, cina, blabla, cose fighe, blabla.
resta solo il blabla. soffocato dal caldo, dal sudore e dalle mosche.
quando ti lamenti così fai un gran sangue.
tieniti caldo che non ho ancora finito.
caldo.
finito.
oh, sigh!
si ride delle disgrazie altrui, si sa. anche io ho riso. sono come LORO.
ecco, aggiungi pure che lavori in un posto con l’aria condizionata e ti troveranno riverso sulla scrivania; appuntato con un coltello nella tua schiena, il mio CV.
credo nel sudore.
uno e crino.
>uno e crino.
har har harrrrrr
dammi la password, piuttosto.
che non vale stuzzicare aggratis.
mo’ ti mando un’imeil. ma non ti piaciuerà, oh, quanto non ti piaciuerà!
la sto ancora aspettandola.
tanto sono immortale.
ecco. ti ricordi che gli ultimi giorni di lavoro nell’altra azienda li avevo bellamente passati a leggere il tuo blog?
Bene. La nuova azienda è identica alla tua. aggiungi solo che la mia finestra dà sulle cucine di un ristorante.
oltre alla tanfa di cibo – pesce, cristosanto, che odio con tutta me stessa, ecchetelodicoaffa? mi devo sucare pure il cassonetto dell’umido sotto la finestra. E anche quei subonormali borderline di cuochi che quando sono in buona si sparano in loop a palla PER ORE “trottolino amoroso duddudaddadda”, SEMPRE QUELLA, e quando invece sono in condizioni (per loro) normali, cioè 6 giorni su 7, passano il tempo ad insultarsi e cercando di scannarsi a colpi di mannaia. OGNI SACROSANTO GIORNO. e non sto esagerando, io ho visto con questi occhi.
per fortuna che amo il mio capo. e non è mia madre.