sono a kunming, passati chengdu e il sichuan, posti che devo dire ho molto amato, sono atterrata qui nello yunnan, e mi sono concessa un paio di giorni di puro sconforto. oggi, dopo troppa vita solitaria in questa terra a tratti ostile e a tratti divertente, con il suo muro di incomunicabilita’, mi sono decisa ad abbandonare il mio bellissimo hotel e a trasferirmi in questo orrendo ostello, non piu’ brutto di un qualsiasi ostello sulla terra, in realta’, perche’ avevo bisogno di parlare se non la mia lingua almeno una comprensibile, e di lagnarmi con gente che si trova nelle mie condizioni per le difficolta’ per fare le cose piu’ banali come prenotare un biglietto in stazione.
cio’ detto, dovro’ essere breve: c’e’ gente che deve scrivere a casa e non a moltitudini di sconosciuti come faccio io. la cina mi regala sempre quest’illuminazione dolorosa, di essere sola sulla terra, e vista da qui e’ un po’ piu’ della banale lagnanza che mi concedo a casa.
non potendo parlare con nessuno scrivo molto, di questi tempi. a uno studente che non capiva la metafisica kant consigliava “legga libri di viaggio”; a una non studentessa che non capisce il cinese kant consiglierebbe “tenga un diario di viaggio”. obbedisco, per non impazzire, piu’ che altro, e perche’ ho quasi finito il credito sul telefono e non posso indugiare nei messaggini a chi mi e’ rimasto a casa, che vabbe’, ancora, si tratta sempre di fantasmi, che mi sono cosi vitali, pero’, da qui.
spero di essere piu’ lieta in futuro, meno incline a danneggiarmi stupidamente e meno propensa a sprofondare nell’abisso dell’immalinconimento.
comunque, fino a qui tutto bene. fino a qui, tutto bene.
ehilà! quando torni? cosa mi porti? :D
Questa moltitudine di sconosciuti ti pensa e ti aspetta per vedere le diapo. :)
ti trovo in gran forma.
minchia, mi sono intristito. forza, eh?