quando ero piccola la notte di natale si andava -famiglia terrona tradizionale di almeno 36 elementi e 4 generazioni al gran completo- alla messa di mezzanotte. siamo coloni di un paesino e visto che la chiesa era sempre piena zia carmen (che a differenza di tutti noi è piemontese e come beghina pro ci straccia tutti) ci trascinava in massa alla cappella del cottolengo, un po’ fuori dal paese, “perché lì a jé pà niun, a je stuma tuti ‘ndrinta“*.
da bambina trovavo affascinantissimo quello sfilare di mostruosità che popolavano il cottolengo -che tra l’altro è un casalone ottocentesco molto bello, gli sposi li portano ancora a fare le foto lì- i vecchi sulle sedie a rotelle, il tizio con la testa gigantesca che c’era sempre anche alla messa della domenica, la signora pazza che si truccava tantissimo e che si diceva fosse stata straricca prima di finire laggiù con suor ada e il prete di cui mai nessuno ha saputo il nome -ché la nostra star era don russo che sta pure su wiki**- che avrà avuto già allora i suoi 100 anni, e che forse è morto ma non ci giurerei.
e mi ricordo che non riuscivo a smettere di guardarli tutti e che mi facevano pure un po’ schifo, ma forse più compassione & pena, perché occhei che non stava bene stare a fissare i difformi, ma davvero erano tanto ipnotici che non riuscivi a staccare lo sguardo, chi per una bava, chi per un arto, chi per l’insieme stupefacente ed insolito. un’orante Wunderkammer.
stasera a vedere da santoro in quella piazza quella gente litaniare il terzo articolo della costituzione, che ho dovuto cercare su wiki perché chi cazzo vuoi che se lo ricordi, mi è sembrato di nuovo di essere lì.
a ciascuno la sua madelaine.
bellissimo pezzo. my comliments
e questa.
me la sono mangiata.