quando sono particolarmente ubriaca o mi annoio intensamente mi prendono queste smanie partecipative, così mi iscrivo a tutti i socialnetwork e commento tutte le puttanate che mi capitano a tiro perché non so con chi parlare e pure ho voglia di parlare con qualcuno. ultimamente l’ho fatto con friendfeed.
dato che i miei amichetti dell’internets -che sostanzialmente si riducono alla gente dell’harrr e pochi altri- non frequentano friendfeed, e da soli in un socialnetwork non è che ci si diverta tanto, ho aggiunto quelli che conoscevo di sfuggita e quelli che conosco di cui leggo il blog e che so non essere dei dementi. fino a qui tutto bene. poi ho tenuto l’account aperto, che chiunque potesse leggerlo -e per impedirmi di scrivere cose di cui potessi oltremodo vergognarmi e perché mi pareva che un socialetc. dovesse essere fatto di abbondanza di gente- e ho iniziato a seguire tutti quelli che mi seguivano in un orrendo promiscuo crescendo.
non l’avessi mai fatto. è stato come essere chiusi nei commenti dei blog di splinder e non poterne più uscire. debosciati, rincoglionite, attentionwhore, sedicenni emo, tecnonerd, ogni razza dell’internets a scrivere cose sulla dashboard. allucinante. ho avuto paura e pacate reazioni ogni volta che aprivo la pagina.
ho imparato ad usare i filtri, alla fine, e ho praticamente segato via tutti gli impostori e la mia dashboard è ora un luogo sicuro e felice. la dura esperienza mi ha fatto presente che non sono più in grado di avere contatti con l’umanità, e che vederla tutta insieme senza poterla selezionare mi cagiona sofferenza. mi sono intollerabili. impossibile. davvero.
questo era un post lunghissimo e fanfarone, in origine, perché su questa incapacità di avere a che fare con il resto del mondo volevo dilungarmi in un trattato, ma sono pigra e lui dice quello che intendo, con un tempismo eccellente, ed è pure più chiaro. quindi non mi sembra il caso di stare qua a straparlare tanto per ricordarmi perché invece di uscire devo stare in famiglia.
oltre che per commentare le foto sull’internets di cui si diceva prima, naturalmente.