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L’attaccante

Io di lavoro attacco francobolli. Non scherzo. Ne attacco mille al giorno, di tutti i tipi. Io lo so cosa vi state chiedendo. Vi state chiedendo dov’è che li attacco mille francobolli al giorno. Li attacco sulle cartoline. Io sto qui in una stanzetta piena piena di cartoline, una sopra l’altra. C’è uno che ogni giorno mi porta cartoline e francobolli da attaccare e ritira le cartoline del giorno prima. Non le controllo, non spetta a lui. Lui le ritira solo. Non mi ricordo come si chiama, io lo chiamo il ritiratore. Ma non so se si chiama così e non mi interessa saperlo. Io penso solo ai francobolli. Devo stare molto attento. Perché certe cartoline le comprano i collezionisti, gente che ci tiene. Vogliono cartoline perfette. Francobolli attaccati perfettamente. No sbavature. No dentini rotti. Io ci sto molto attento. Mi metto al centro della mia stanzetta piena piena di cartoline, seduto su una sedia che ha un piede rotto e quindi balla tutto il tempo, ma ormai ci ho fatto l’abitudine. Bagno i francobolli in una spugnetta. Il ritiratore mi porta ogni giorno l’acqua per la spugnetta. Li poggio sopra alla cartolina stando attento a metterli dritti. Perfetti. Prima usavo un righello, ora che ho esperienza faccio tutto a occhio. Premo leggermente con i polpastrelli. Devo stare attento a non rompere i dentini. E niente sbavature. Altrimenti ai collezionisti non va bene. Anche se so che di quelle cartoline solo poche decine vanno a finire ai collezionisti, la maggioranza le comprano persone che non noteranno mai il mio lavoro. Non mi interessa. Io ne attacco di tutti i tipi. Oggi cinquecentocinquanta del Vaticano. Cento dei cavalli. Duecentotrenta della regina Elena. Con lei sto attento, premo poco, per non farle male. Duecentottanta del carnevale. Quattrocento delle ferrovie. Trecento di una torta. Quelli invece di usare la spugnetta li ho attaccati con la saliva. Eh eh eh eh. No. No. No. Devo stare attento. Ottocento. Novecento. Mille al giorno, oggi anche di più. Perfetti.. Mi pagano quattro centesimi a cartolina. Mille al giorno, quaranta euro. Ma solo se sono tutti perfetti. No sbavature. No dentini rotti. Non è un lavoro molto faticoso. Me ne sto qui, nella mia stanzetta, ad attaccare francobolli. E se avanza l’acqua della spugnetta posso anche bere.

(2003)