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Ciondolo

quando ero bambino

(ebbene sì, siamo ai ricordi d’infanzia, ormai non si rischia ma si raschia: il fondo del barile)

credo più o meno nell’estate del 1993, durante una gara di pesca alla quale partecipava il fratello di mio P.A.D.R.E, cioè mio Z.I.O., faceva molto caldo e c’erano molte zanzare e uno dei concorrenti indossava un cappello con la visiera. da dietro il cappello spuntava, ma sarebbe meglio dire che cadeva giù, un codino nero come quello che all’epoca aveva Fiorello.

a un certo punto, proprio mentre fissavo questo pescatore con il codino, affascinato dalla precisione dell’abbinamento cappello-codino e dal codino stesso, dato che non se ne vedevano molti dalle mie parti nonostante l’ormai consolidata popolarità di Fiorello, l’entità che fino a quel momento avevo riconosciuto come il pescatore con il cappello e il codino, improvvisamente si rivelò essere totalmente altro: si levò il cappello portando via anche il codino, mostrandosi quasi del tutto pelato, con po’ di capelli giusto ai lati, nelle basette e dietro le orecchie, proprio il minimo necessario. il suo gesto stupefacente, l’improvvisa meraviglia ma anche l’inattesa inquietudine nel vedere che il codino era attaccato al cappello e non parte integrante del suo cuoio capelluto, fece vibrare nel mio gracile corpicino di fanciullo le corde del perturbante come mai era accaduto prima risuonando un’armonia dissonante di stupore e spavento, note incantevoli e stregate che le mie orecchie non avevano mai sentito ma che ;lxOd:;;;;;;;;;;; ;;;;;;;;;;; ;;;:;:::;::;;;::;::;;;;;;;;;’.’..cd;……………..’cxo…’……….. ……..,;’…….’cxo…’……….. ……..,;’………’…………….. ;;;;;;;;:::;;:;;;;;;;:;;;;::;;;;;::;: ::;;;;;;::::;;;;;;;: :;,;;;;,’……. …………………..,colooc:::::::::::: ::::::::;;;::::;;;;:::;;;;;;’……………..;ldOkc,;;;;;;;;;; ;;;;;;;;;;;;::::::;;::;;;::;;;…….’…………….. ;;;;;;;; fu giusto un attimo, forse per asciugarsi il sudore sulla fronte o allontanare le zanzare, non lo so, poi il pescatore si rimise il cappello con allegato codino riportando ordine nel mondo senza che nessuno, a parte me, si fosse accorto di nulla. ma ormai era troppo tardi, era successo, avevo guardato dietro il sipario di quell’inaspettato spettacolo d’illusionismo e mistero e l’immagine dello scoperchiamento si era impressa nella mia memoria per sempre, o meglio: non ho mai più pensato a questo evento, e tanto meno all’esistenza dei cappelli con il codino finto, o a Fiorello, almeno fino a ieri mattina quando, tra sonno e veglia, in un momento di estasi ipnopompica, mi sono ritrovato davanti a quel lago con il caldo, le zanzare e la gara di pesca, ed è apparso lui, l’entità con il codino, ed era davvero come essere lì, di fronte a quel mistero rimasto intatto, una porta aperta su un’altra realtà e lasciata socchiusa in tutti questi anni, un mondo nuovo bello e spaventoso, come se quel pescatore si fosse staccato un braccio e l’avesse usato per grattarsi la testa, o come se si fosse girato un attimo verso di me e si fosse tolto la maschera di carne umana per rivelarsi un rettile (erano anche gli anni di Visitors) abbagliandomi con l’idea fin là mai pensata che la realtà potesse essere diversa da come appare, e non oso immaginare come sarebbe andata la mia vita se all’epoca avessi scoperto l’esistenza dei parrucchini …d0doc;:::::::;;:::::::::;;;;;;:::::;;;;::;;;;::;……………’:;ldxo;;;;:;;;;;;;;,,;;;;;;;;;;;;;;::;;;;;;:;::;;,,;;;;,;;,’c;..:;……………. .,c;..,,’………………;,………,’……………e che peccato non ricordare la prima volta che ho visto una protesi: ma il codino penso che mi colpì di più proprio per la sua totale imprevedibilità: ci sta che una persona perda un braccio, sicuramente avevo già visto protesi e sapevo già che poteva capitare, avevo visto anche gli anziani togliersi la dentiera e metterla nel bicchiere, ma il codino era un’aggiunta superflua: il pescatore non aveva perso il codino per poi rimpiazzato con il cappello-codino, era più un’azione di depistaggio inspiegabile…d0doc;:::::::;;:::::::::;;;;;;:::::;;;;::;;;;::;……………’:;ldxo;;;;:;;;;;;;;,,;;;;;;;;;;;;;;::;;;;;;:;::;;,,;;;;,;;,’c;..:;……………. .,c;..,,’………………;,………,’…………… comunque: racconto questa stronzata, una sorta di perdita della presunta ingenuità, perché credo che sia stato uno dei momenti più significativi della mia infanzia, se non il più significativo in assoluto. per alcuni, invece, è stato l’11 settembre 2001. sì, lo so,

2.

nel 1992 invece sono stato accusato di furto. ero a scuola ed era sicuramente maggio, perché quando ero bambino era sempre maggio, tutti i giorni, e penso che avessi sette o otto anni e facevo la seconda o terza elementare. si camminava per strada tutti in fila cicaleggianti e marziali come bravi soldatini, mano nella mano allegri e spensierati, quando la maestra mi strappò dal gruppo e al termine di un’indagine breve e suppongo non molto accurata spezzò l’incantesimo mattutino con l’infamante accusa di ladrocinio. la tesi: avevo sottratto un oggetto di proprietà altrui, segnatamente di un mio compagno di cui non ricordo né nome né le fattezze, credo un piccolo ciondolo d’oro (l’oggetto, non il compagno, che penso avesse forma umana), una di quelle inezie che ti regalano i parenti per il battesimo o la comunione e che qualunque essere normale arrivato alla maggiore età vende immediatamente a un compro oro per comprarsi sigarette, droga e videogiochi. non ricordo i dettagli, ma ricordo bene il momento dell’accusa, anche perché la maestra usò un’espressione che non avevo mai sentito e che al momento non compresi: “E così si scoprono gli altarini”, disse, ma io non sapevo cosa volesse dire, non sapevo cosa fossero gli altarini, ma sapevo che ero stato beccato, c’era una chiara attribuzione di colpa, questo lo capii subito. il punto però è questo (anche se, lo sappiamo, il punto è sempre un altro): a oggi, quasi trent’anni dopo, non sono sicuro di aver rubato quel ciondolo. il ricordo è tanto vago quanto preciso, come nei sogni, ricordo bene la scena dell’accusa. dopo avermi strappato al gruppo di amichetti venni portato nella scuola vuota, dato che tutti gli altri erano fuori sotto il sole di maggio, e io non avevo mai visto la scuola vuota. dal fondo del corridoio, sagome due: una era maestra M, lei senza dubbio, donna grossa con dite grosse, famosa per lo schiaffo con l’anello che ancora nei primi anni ‘90 lasciava sulle guance, l’altra è oggi un’ombra indistinta, non passata nelle maglie della mia memoria, una povera stronza qualunque, poi odore di gesso, pastelli, vomito e trucioli di legno, le bidelle in lontananza, fuori dalla finestra grossi alberi non così grossi visti dopo, seppur cresciuti, quindi alla fine alberi medi, impermeabili ad ogni posteriore ridimensionamento. io isolato dal resto dei compagni, il tono conciliante e spaventoso degli adulti: nessuno mi aveva mai parlato così, e nell’impossibilità di dimostrare qualcosa che forse non avevo fatto, mi ritrovai a essere condannato ::::::::::::::::: ::::::::;::::::::::: ::::::::;;;;;;::::::;::::::: :::::::::::ccc::ccc’..’…………..’…:OKo;:::::::::::::::: ;:;;::::;;;;::::::::::::::::;: :;;:::::::::::::;;;;:;;;;;;;;,’………. ………………………………’…….’…….. :;;;:::::::::cc::;::::::::::: ::cc::::cc:ccc:::::::::: ::::::::::::::;::::::::;: :::::::;:;;::::;;; ;;;;:::::::::::::::::::cc:::cccc:c::c:, ,,……………..’l0Xx:;;;;:::::;;;:::;:: ;;;;;;;;;;::::::::::::::::: ::;;;::::;;:::::;;;;;;;;;;;,’….. ………………………………….’……………….. ;;;;;;::;:::cc:: :::c:::::::::cc::::::cc:::c:c::::::: ::::::::::::::::: ::::;;:;::: ;::;;;;;;:::;;:;;;;;;: :::::::::::::: :::cccccccc c::::clllc:clc:;”……….l0KOl;;;;;;; ;;;;;:;;;;;;;;;;; ;;;;;;;::::::::;::::;::::;;;;;;;:;; ::;;;::;;;,’………………………….. …………….’….’…………… ;;;;;::::::;:::::::cc::::::: ::c::::::cc:::ccc ::::;;:ccc::c: ::::::::::: :::::::::::::: ;::;;;;;;;;;;;; ;;;;::::; ::::;:::::::::cccc:::: ::::cccclodolc;’ ……..’cdOOd:,;;,;;; ; dell’imputazione pubblica ricordo la vergogna, ma non per il furto in sè, che potrei anche non aver commesso, ma dell’accusa così manifesta davanti a tutti, e poi quell’espressione bizzarra: e così si scoprono gli altarini. a traumatizzarmi dunque non era la sottrazione di proprietà altrui – evidentemente non avevo ancora un senso morale, o forse lo consideravo un furto giusto, o forse semplicemente non ho mai rubato quel ciondolo ma ero stato incastrato – ma l’essere accusato pubblicamente, essere stato scoperto, le guance che diventano rosse, il peccato originale, ma in realtà poi si va avanti e questo peso diventa sempre più leggero, te lo dimentichi, ma più diventa leggero e più resta, come quelle ferite leggere, che lì per lì non fanno tanto sangue, si cicatrizzano ma restano per sempre, e non c’è neanche un racconto interessante dietro. avevo davvero rubato quel ciondolo d’oro? e perché? è un ricordo inventato? sto inventando anche ora? all’epoca ero già un po’ bugiardo, ricordo di essere stato beccato altre volte a mentire, molto spesso senza motivo, non per coprire un furto o qualche piccola trasgressione ma così, per gioco, per mettere alla prova la realtà, dato che avevo già sperimentato i possibili sfondamenti nel reale dopo aver visto l’uomo con il codino, ma l’episodio del ciondolo era diverso perché l0KOl;;;;;;; ;;;;;:;;;;;;;;;;; ;;;;;;;::::::::;::::;::::;;;;;;;:;; ::;;;::;;;,’………………………….. …………….’….’…………..&&&&_&…::;;;;;%%. ;;;;;::::::;:::::::cc::::::: ::c::::::cc:::ccc ::::;;:ccc::c: ::::::::::: :::::::::::::: ;::;;;;;;;;;;;; ;;;;::::; ::::;:::::::::ccc e in un dormiveglia di mezzodì mi sforzo di evocare dettagli, prove, indizi, e questo dimostra anche che sto diventando un anziano, ascolto Radio3 mentre lavo i piatti, parlo con il gatto, rimembro la mia infanzia alla ricerca di ricordi lontani come se fossero la chiave di tutto e con quest’idea del passato quando si comincia non si finisce più, diventa una mania, i ricordi sono una bottiglia senza fondo e io cerco di berla tutta:::::;;;;;;;; ;;””c;..,,’………………;,………,’……………… ;;,;;;;;;;;::::;;:::::: ::::;;;;;;;:: :;;;:::;;;:;::::: ;;;;;;;:;;;:;;::;,’……….. ………….lOdloc;:::::::::: :::::::;:::;;: :::;;;;;;:;::;;:;…………….’,:lxkc;;;;;;;;;; ;;;;;;;;;;;;;;;;;:::;;;;;;;;;::;;;;;;;;;;’.:’.:o, …………….,ld;..,,…… …………’;’……..’………………. ;;;;;;;;:::::::; ;;;:::;;;;:: ;;;;::::;;;;;;;;;;: :::;;:;;::;;;;;;;;;;,’………………………;ooldo:;::::::::::::::: :::::::;::: :;:;;::::::;;;……………..’;lxOd:;;;;;;;;;;; ;;;;;;;;;;; ;;;:;:::;::;;;::;::;;;;;;;;;’.’..cd;……………..’cxo…’……….. ……..,;’………’…………….. ;;;;;;;;:::;;:;;;;;;;:;;;;::;;;;;::;: ::;;;;;;::::;;;;;;;: :;,;;;;,’……. …………………..,colooc:::::::::::: ::::::::;;;::::;;;;:::;;;;;;’……………..;ldOkc,;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;::::::;;::;;;::;;;. ricordo il primo bagnetto, forse non il primo, ma il primo che io ricordi. La sensazione dell’acqua calda, dell’affogamento, del corpo nudo toccato da mia madre in una vaschetta di plastica rossa in un bagno molto piccolo. Maglioni di adulti arrotolati fino al gomito, specchi, mattonelle gialline, odore di borotalco. Ricordo anche un altro affogamento: mio padre che al mare mi porta a largo con un canotto e nell’acqua alta mi lancia in acqua: il mio terrore, la sensazione che mi volesse uccidere lontano dai testimoni, lontano dalla spiaggia dove mia madre ci guardava e ci salutava a distanza, un delitto sotto gli occhi di tutti, tra Agata Christie e Sigmund Freud. Forse mi voleva solo insegnare a nuotare come si faceva un tempo, cioè lanciando i bambini in acqua e dicendo: nuota. Ora non so come facciano, forse si usa un’app, non ne ho idea, ma in effetti quando ero piccolo si faceva così, era normale.

Ma a proposito di Freud: ricordo anche mio padre apparire in salotto con delle orecchie da coniglio sulla testa e, tirando fuori i denti con un’espressione atroce, imitava in maniera perturbante, proprio nel senso freudiano del termine: era lui, ma non era lui, era mio padre coniglio, mio padre mostro, lo stesso che mi voleva affogare.

Tutti ricordi, dunque sogni, invenzioni, dato che, come per i sogni, sono episodi che ricostruisco nel momento in cui li penso, nel momento in cui uso il linguaggio per ricostruirli, riportarli, riferirli. E’ successo davvero? Mio padre ha indossato orecchie da coniglio e mi voleva affogare? Io ho rubato un ciondolo d’oro?

Conoscendomi, a pensarci bene il furto del ciondolo è plausibile. Da che ricordi ho avuto sempre l’idea di dover passare per buono e onesto, anche un po’ stupido e ingenuo, nel caso volessi fare il furbo. La regola dei furbi è che non bisogna sembrarlo. Questo, ne sono sicuro, l’avevo capito già a quell’età, e mi comportavo di conseguenza e così mi sono sempre comportato. Era pura sopravvivenza, poi è diventato uno stile, ora quasi un vezzo. Non che dietro ogni mio sorriso buono ci fosse o ci sia un’azione malevola, anzi, quasi mai, ma lascio sempre una breccia all’ipotesi di una truffa: non si sa mai. E’ un po’ come quel consiglio che dava un famoso mago: se per caso vi cade una carta per terra, chiedete subito allo spettatore di pensare una carta, poi sollevatela da terra e mostratela: potrebbe essere quella, e voi avrete compiuto un prestigio inspiegabile (a me è capitato due volte, confermo, è pura magia). Ecco, io sono sempre pronto a quel momento. Se dovesse capitare, io sono l’ultimo da sospettare, la mia è stata una continua copertura, da quel ciondolo d’oro in poi. O quella volta che. Inutile elencare gli episodi, sono tanti e quasi nessuno significativo, ma dimostrano che il terrore degli altarini mi segue da allora, da quel ciondolo, o forse anche da prima.

Anche i miei episodi omosessuali da bambino li ho vissuti a lungo come trasgressione innominabile. Poi, dopo aver letto qualche pagine scritte chissà da chi, mi convinsi che erano normali nell’infanzia, quindi cominciai a raccontarli a tutte le persone con cui mi capitava di parlare per più di mezzora: ma come, a te non è capitato? Ma è normale, capita a tutti! E non ho mai trovato nessuno che mi dicesse: ma certo, lo facevo pure io. Più tardi, nella tarda adolescenza forse, quando la sessualità era incontenibile e spesso condivisa, ma a me già orripilava, mi faceva schifo il corpo degli altri come mi fa schifo ora, così simile al mio, così vicino a me, mentre mi affascinava e spaventava quello delle femmine. Dunque ho avuto una sorta di sessualità precoce nell0infanzia, una reazione di disgusto nell’adolescenza e una via di mezzo tra le due cose successivamente, nella giovinezza o età adulta, o in questa sorta di anzianità, non dico mezza età perché non sono tipo da mezze misure, ma insomma diciamo questo avvio di imputridimento, via. 

Oggi mi interessa un altro corpo solo se diverso dal mio, che poi è il motivo per cui mi viene da ridere quando qualcuno dice: che ne sai, magari sei omosessuale, non hai mai provato. Come potrei esserlo? Qualsiasi cosa mi assomigli vagamente mi fa schifo, mi interessa solo ciò che è totalmente altro, ciò che è straniero, che non vuol dire incularsi un marocchino, ma cercare una diversità anatomica e psicologica, e la cosa più facile è una femmina. Non è neanche da mitizzare la femmina come mistero, ci mancherebbe, è comunque un essere umano, eppure bisogna accontentarsi, porsi un limite, o si finisce per scoparsi gli animali o eccitarsi con i maglioni di canfora o i palloncini dei compleanni, o i ciondoli d’oro, o licheni, che mi danno più soddisfazione di qualsiasi altra cosa. Sul sesso con gli animali ho sempre degli aneddoti carini sui delfini da raccontare al bar, ma è vero che cerco sempre un rapporto molto fisico, sessuale, con i gatti, in particolare le gatte.

Detto ciò, o non detto, mi piace pensare alla morte come un tribunale dove arrivi preparato a difenderti da quelli che pensi siano stati i tuoi peccati durante la vita, o le tue colpe, o le tue responsabilità, o semplicemente i tuoi reati. E invece ti tirano fuori la storia del ciondolo d’oro. Ma come, a 27 anni ho ucciso una persona e mi chiedete di bigiotteria ormai sicuramente liquefatta? Anche lì bisognerà arrivare preparati, sobri, ben vestiti, con un sorriso buono, un sorriso vero, il cuore tanto aperto da diventare trasparente. NON SO NULLA DI QUEL CIONDOLO, SONO STATO INCASTRATO, accusare i compagni, accusare la maestra, accusare tutti, la società, la bidella, il preside, il presidente della repubblica, e soprattutto negare, annegare, rinnegare %&….,,.^_>”””;::::’-_.\,,.,?à….,,.^_>”””;::::’-_.|,,____.,%&….,,.^_>”””;::::’-_.\,,.,%?….,,.^_>”””;::::’-_.\,,.,

Non rileggere, cretino, pubblica così

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