Tre storie morali (sono quattro)

Storia 1

Ci sono due eserciti, uno di fronte all’altro, che si preparano alla battaglia. Parlano lingue diverse, non sanno perché stanno per affrontarsi perché fra loro non si capiscono e non ci sono né ambasciatori né interpreti. Improvvisamente un soldato viene fuori da uno dei due eserciti e dice: “Ma questo è tutto molto metaforico!” e viene ucciso all’istante da una freccia che non si capisce da dove è partita: dal suo esercito, che parlava la sua lingua e quindi ha capito cosa ha detto, o dall’altro esercito che non parlava la sua lingua e non ha capito cosa ha detto? A nessuno importa, quindi iniziano a riempirsi di mazzate. Centomila morti, alla fine i superstiti si scopano i cadaveri.

Storia 2

Un architetto pazzo e geniale, ma più pazzo che geniale, progetta un gigantesco complesso di edifici delirante, roba tipo Escher. Durante la costruzione si rinchiude dentro, nascondendosi in cunicoli, labirinti e passaggi segreti di cui solo lui è a conoscenza. I primi giorni gli operai lo cercano, ma lui si sposta in continuazione per non essere trovato. Va avanti così per anni, vivendo nell’oscurità e cibandosi di insetti e urlando ogni tanto “Non mi troverete mai!”. In realtà il progetto viene mollato quasi subito perché troppo costoso e nessuno si mette seriamente a cercare l’architetto, dato che tutti danno per scontato che sia scappato via con i soldi. L’unico che ha vagamente qualche sospetto è il custode di questa colossale incompiuta che ogni tanto trova le feci dell’architetto e fa notare a un collega che “non sembrano quelle dei ratti”, ma la cosa finisce lì, nemmeno ne parlano tanto.

Storia 3

Un capitano dell’esercito di qualche nazione viene mandato dai suoi superiori a cercare un colonnello diventato pazzo, un disertore, un tizio pelato e carismatico che ha fondato una specie di sua tribù nella giungla. L’obiettivo è ucciderlo. Il capitano risale il fiume con altri quattro soldati e, dopo diversi giorni, arriva al cospetto del colonnello diventato pazzo. A questo punto uno dei soldati si avvicina al capitano e gli dice: “Capitano, ma questa è la trama del film Apocalypse Now”. Dunque un altro si fa avanti e dice: “L’avevo notato anche io ma non trovavo il coraggio di dirlo, capitano. Peraltro il film è tratto dal libro ‘Cuore di tenebra’ di Conrad”. Il capitano resta per un attimo perplesso, poi dice: “Guardate, io non ho né visto il film né letto il libro, quindi non rovinate tutto come al solito per favore” e va verso il colonnello pazzo, tutto nervoso.

Storia 4

Un triangolo fuxia appare improvvisamente nei cieli di una metropoli urbana di quelle che si vedono nei film. Fosse apparso gradualmente, ancora ancora, la gente forse si sarebbe abituata. Invece no, appare così: bum, improvvisamente. Proprio che un secondo prima non c’era e un secondo dopo c’è. La gente lo guarda, fanno i video, i selfie, se ne parla al telegiornale, tutti a chiedersi cosa sarà mai, cosa vuol dire, ci farà del male, è dio, sono gli alieni, perché non ce lo dicono. Dopo un paio di giorni però nessuno se ne interessa più, allora il triangolo cambia forma e colore, diventa un ottagono arancione. La gente però inizia a dire: “A me piaceva più quando era un triangolo” o cose tipo “Non sanno più cosa inventarsi” e “Io l’avrei fatto meglio” o “E gli immigrati negli hotel”. Alla fine gradualmente ridiventa un triangolo fuxia e sparisce. La gente manco se ne accorge.

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