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Il governo Tenet

alla radio ho sentito che mattarella, in caso di consultazioni, avrebbe incontrato anche i neonati. in effetti, perché no?

in una frazione di secondo mi è apparso mattarella che entra in una stanza segreta nei sotterranei del quirinale con file di culle e neonati profetici che emettono vagiti oracolari che il presidente deve interpretare per formare il nuovo governo. “presidente, pensiamo che il neonato n.81 voglia la pappa” e lui “no, mi sta dicendo di formare un governo tecnico”, “questo ha fatto la cacca”, “cambiategli il pannolino ma prendiamo in considerazione la sua proposta” e così via. naturalmente tra loro c’è anche un renzi travestito da neonato, con tanto di pannolino, tipo gag di neri parenti o dei vanzina. ma poi la trama è diventata mattarella che forma direttamente un governo di neonati, il ministro della salute che appare in tv mentre viene allattato e fa il ruttino, con mattarella che si convince di poter capire il loro linguaggio, finché lentamente regredisce allo stadio infantile e inizia a parlare anche lui così, fa interventi dove emette versi indecifrabili, sbava e sbrodola. qualcuno ipotizza una demenza senile, ma un deciso intervento del ministro degli interni (“gggghhhh babbba eheheh”) richiama il paese all’ordine e al rispetto per il capo dello stato e il garante della costituzione, e poi, mentre in quella lunghissima frazione di secondo mi vedevo questo bellissimo film in streaming sulle mie sinapsi impazzite per 30 giorni gratis poi decidi se abbonarti, un’altra parte del cervello evidentemente in differita con l’orecchio ha completato la frase appena sentita riportandomi infine alla realtà: la conduttrice del radiogiornale si riferiva ai “partiti neonati”, non ai neonati. peccato, il soggetto era bello.

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e a proposito di cinema, non ho mai capito l’attesa e l’esaltazione che si crea per ogni film di nolan, eppure ci finisco dentro pure io, anche se con i miei soliti tempi lunghi. quindi, per farla breve, ho visto tenet e quella che segue non è una recensione, ma una mail mandata a un’amica per dirle cosa ne pensavo: praticamente un bond-movie/b-movie con un casino di soldi e le scene d’azione più ostiche e geniali mai viste, dove non esistono personaggi, psicologia, conflitti, tutte queste cose sono tagliate via e restano solo pretesti per portare avanti l’azione. forse il film d’azione più radicale e sperimentale mai visto, giuro. in questo senso, nel senso dei pretesti, è un gigantesco macguffin. è tutto un macguffin continuo, senza senso, ed è questo il suo fascino incredibile. secondo me sarebbe piaciuto a hitchcock. è davvero come il denaro rubato all’inizio di psycho, non c’entra un cazzo, non serve a un cazzo, a nessuno interessa, nemmeno ai personaggi stessi (in tenet), tanto che il protagonista (che ripete più volte di essere “il protagonista”… “sono il protagonista” ecc.) non si sorprende di nulla e semplicemente va avanti avanti avanti (o indietro). non c’è manco la storia d’amore, nessuno che tromba, semplicemente delle azioni che vengono compiute, dei personaggi spostati dal punto A al punto B e dal punto B al punto A con l’inversione temporale. esaltante in questo suo essere strambissimo, sbilenco e come sempre ambiziosissimo (nolan deve avere un ego incredibile per pensare di scrivere un film così e convincere dei produttori a metterci centinaia di milioni di dollari) e per questo coraggioso, radicale. un film di cinema puro, che va visto con abbandono, lo fanno pure dire a un personaggio “non cercare di capire, sentilo”, anche se poi la trama nelle sue parti fantascientifiche in realtà è piuttosto semplice se lo spettatore sta un minimo attento, anzi, le parti incomprensibili – e che non c’è alcun bisogno di comprendere – sono quelle spy, tutti i vari personaggi bidimensionali che appaiono e di cui non sappiamo nulla, i viaggi continui, esattamente come nei bond-movie, dove infatti io non capisco mai nulla della trama, ed è bello per questo, rappresenta l’inafferrabilità della vita, tutti questi “piani” incomprensibili, complotti, personaggi secondari ma fondamentali e personaggi principali che poi alla fine magari si divorzia, come nella vita. geniale anche l’intuizione di rendere fisico, materiale, il macguffin classico, ovvero il codice segreto per la bomba di fine di mondo, in questo caso “l’algoritmo”, diviso in pezzi e che non ci viene manco spiegato – perchè non ci interessa! – perchè è importante, se non velocemente in una frasetta di pattinson, cioè perchè nel futuro hanno problemi climatici e quindi bla bla bla la scienziata che ha inventato il tenet bla bla non importa, che l’azione vada avanti! insomma stupendo. in definitiva solita architettura da egopazzo in delirio da onnipotenza cinematografica che spinge il proprio linguaggio al punto più radicale mai raggiunto finora (vicino a memento, ma molto oltre), dialoghi deliziosamente brutti, personaggi che sanno di essere personaggi, e scene d’azione mai viste prima così, un film d’azione massimalista e delirante come potrebbe concepirlo godard dopo un acido e con centinaia di milioni di euro a disposizione. da vedere e rivedere e farlo diventare un cult, possibilmente però in uno schermo enorme e con audio altissimo (io l’ho visto largo 2 metri col proiettore).

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