Fortress of Solitude

la fortezza della solitudine è l’impenetrabile rifiugo artico dell’uomo d’acciaio. la fortezza, nascosta in mezzo ai ghiacci, è sorvegliata da droidi e robot. al suo interno vi si trovano rare sculture maya, una collezione di vecchi dischi in vinile, una cantina con tutti i vini del mondo e un fornitissimo cocktail-bar gestito dal maggiordomo robot jeeves. a volte l’uomo d’acciaio riceve degli ospiti – il dottor irvin finegarten, il rispettabilissimo signor samuel pickwick, il vecchio saggio ardashir babakan, pietro pacciani, il detective nick charles e sua moglie nora col piccolo cane asta – e li porta a fare un giro sotto i ghiacci artici, negli abissi marini, con la sua batisfera. non è raro che li segua anche jeeves, con il suo kit portatile per fare cocktail anche nelle profondità inacessibili dell’oceano artico. lì jeeves prepara long island e singapore sling agli ospiti che fumano mentre osservano le misteriose creature del mare. ogni tanto capita che l’uomo d’acciaio e i suoi ospiti vadano a trovare iwaldi, lo gnomo della morte che vive nelle profondità del grande oceano, e che fumino oppio con lui, o che insieme giochino a backgammon. a un certo punto però capita sempre che l’uomo d’acciaio senta il bisogno di stare solo. gli ospiti, tutte persone eccezionali, capiscono immediatamente: si mettono il cappello e se ne vanno. non è raro che in quei momenti l’uomo d’acciaio ceda alla malinconia. in quei momenti allora egli preferisce dormire, a volte anche per giornate intere.

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